19 Strategie per vendere di più ai tuoi attuali clienti – Business report

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19 Strategie per vendere di più ai tuoi attuali clienti

In questo Business Report by Edirama, imparerai alcune utili strategie che ho definito e che applico abitualmente con i miei 4.800 clienti.
Non c’è migliore formazione che l’esperienza diretta di chi ha già fatto prima di te quello che devi fare ora per sviluppare la tua attività.
Formato: pdf
Numero pag. 3
Prezzo: 29 euro i.i – Ordinalo dal seguente link
Autore: Dr. Matteo Rapparini – Titolare edirama – http://www.certificazione.infohttp://www.piufatturato.info
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Laureato in Scienze Agrarie, dopo un master in gestione aziendale e quasi 10 anni trascorsi nel settore editoriale/commerciale di aziende del Gruppo Il Sole 24 ore e poi presso il Sole 24 ore spa, nel  2002  ho avviato Edirama, realtà on line che produce e commercializza tramite Internet software, ebook, corsi on line sul marketing, sicurezza del lavoro  e certificazione. Attualmente in portafoglio annovero oltre 4.800…

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IL GOOGLE DELLO SHOPPING

Loupe, in francese, è una lente d’ingrandimento. Ad esempio, quella con cui trovare in fretta il capo d’abbigliamento che si sta cercando. Ed è proprio ciò che accade con l’omonima startup creata dalla giovane milanese Barbara Franceschini: una sorta di “Google per lo shopping” consultabile facilmente da smartphone e tablet, idea vincente premiata dal concorso Dr Startupper promosso da Università Cattolica e Camera di commercio di Milano.

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La “Facebookizzazione” di Linkedin vanificherà ogni strategia di personal branding?!

Angelo Cerrone

No ala facebookizzazione di Linkedin-min

In Italia il mercato del lavoro sta attraversando uno dei periodi più difficili della recente storia della Repubblica Italiana e trovare un’ occupazione soddisfacente in termini di retribuzione e di orari è un’ impresa quasi impossibile.

Queste difficoltà sono collegate ad una serie di fattori che caratterizzano il nostro Paese. Innanzitutto le autorità governative che si sono alternate nel corso degli ultimi decenni non sono state in grado di emanare normative ad hoc che tutelassero i diritti dei lavoratori, favorendo così quello stato di precarietà che caratterizza il lavoro in Italia.

Il secondo fattore che influisce negativamente sul tasso di occupazione è un’ insieme di condizioni di carattere sociale ed economico che qualificano la nostra amata Italia e le abitudini di acquisto di ogni singolo cittadino.

Infatti in questi ultimi anni si è registrato un calo di competitività del made in Italy nelle scelte degli stessi consumatori italiani e ciò…

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WHY CFL Studio?

Il concetto di “specializzazione” è stato ormai compreso ed assimilato, così come la sua rilevanza per una corretta gestione del business.

Ma oggi non basta.

In un passaggio economico come quello che stiamo attraversando, dove alle diffusa crisi dei mercati si sommano sempre più complesse problematiche tecnico-burocratiche, serve fare un ulteriore passo.
Per migliorare l’efficenza è infatti necessario consentire ai diversi specialisti di lavorare sinergicamente tra loro, avvalendosi di una struttura consolidata ma flessibile in grado di:
– semplificare l’attività professionale;
– consentire una valutazione poliedrica di ogni problematica;
– limitare al massimo i costi di intervento.
Questo è CFL Studio

Consumo di suolo 2

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Il consumo di suolo ha ormai ferito circa 22.000 chilometri quadrati del nostro territorio nazionale. Ogni giorno perdiamo 70 ettari di suolo fertile. Dagli anni ’50 del secolo scorso ad oggi siamo passati dal 2.9% al 7.3% di suolo definitivamente consumato, cementificato, impermeabilizzato.

Le città crescono; le aree industriali crescono; le aree commerciali crescono: spesso senza alcun criterio urbanistico accettabile, senza alcuna logica, senza alcuna necessità.

Il suolo fertile è vitale: significa cibo, ossigenazione e purificazione dell’aria, bellezza, armonia paesaggistica, integrità culturale, diminuzione dei rischi connessi al dissesto idrogeologico e al cambiamento climatico.

La sempre crescente domanda di nuove infrastrutture, (strade, autostrade, ferrovie ad alta velocità, strade secondarie) e di nuovi complessi residenziali e di nuove aree produttive, sta cancellando la fisionomia rurale del nostro Paese.

In alcune aree d’Italia, le aree agricole sono sempre meno distinguibili dalle aree urbane e metropolitane, con queste ultime sempre meno fattore di armonia, equilibrio e bellezza.

Città…

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Il paradosso del marketing immobiliare italiano

Marchètting

paradosso

Il settore immobiliare ha per molto tempo vissuto “anni d’oro”. Il boom, forse anche un poco di bolla, condizioni al contorno comunque favorevoli hanno contribuito (dagli anni ’80 sino a metà degli anni Duemila) ad uno sviluppo praticamente continuo e sicuro del numero delle compravendite

Una relativa “facilità” nell’ottenere mutui ha spinto il settore a crescere in modo deciso.
Situazioni come questa, in cui la competizione c’è ma è come sopita (in quanto tutti vendono/producono/hanno successo/comunque sopravvivono), generano guasti nella cultura d’impresa.

Non sto dicendo che l’impresa deve giocoforza nascere dalla competizione, e non invoco la selezione di Darwin come una sorta di “male necessario”. Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti.

Più d’una generazione di operatori immobiliari è cresciuta con l’idea che il settore fosse una sorta di gallina dalle uova d’oro. Da spremere e sfruttare ad libitum, tanto “si vende sempre e comunque”.

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L’attuale allocazione dei gestori di fondi

Paolo Calcinari Ansidei

Ogni mese al sondaggio di Bank of America – Merrill Lynch partecipano i principali gestori di fondi globali, che amministrano asset totali per 600 miliardi di dollari.
Le differenti opinioni espresse nel sondaggio sono un valida misura del “sentiment” degli investitori più professionali.
E’ risaputo che gli indicatori di “sentiment” spesso si dimostrano anticipatori “contrarian” dell’evoluzione dei mercati finanziari, come nel caso della quota di liquidità (cash) presente nei portafogli dei gestori di fondi, di cui il grafico seguente.

Quando i mercati azionari subiscono ribassi, la quota “cash” nell’asset allocation aumenta, segnalando che i gestori sono diventati prudenti o pessimisti, viceversa quando i mercati azionari beneficiano di rialzi, la quota “cash” diminuisce, segnalando che i gestori aumentano il rischio azionario nei loro fondi.

Dopo aver fornito un segnale di acquisto, con livelli estremi (sopra 5%), in Agosto, Ottobre e a Dicembre, anche ad aprile la quota “cash” si è mantenuta…

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